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Crisi, i bresciani hanno paura. Uno su quattro «vede nero» PDF Stampa E-mail

Bresciaoggi 5 febbraio 20120 di  Silvia Ghilardi
LA RICERCA. Promossa da Cdc di Monza e Brianza, rivela che nella nostra provincia più che altrove regna il pessimismo.
Il 24% degli intervistati pensa che nel 2010 sarà più povero L’87% crede che non risparmierà Ben il 30% che perderà il lavoro.


I bresciani non spiccano per ottimismo. Davanti ad un bicchiere d’acqua preferiscono vederlo mezzo vuoto piuttosto che mezzo pieno. E nello stesso modo sembra affrontino anche la crisi economica: insomma si preoccupano più del dovuto. Lo rivela l’indagine «Famiglia e risparmio: la risposta italiana alla crisi» realizzata dalla camera di commercio di Monza e Brianza.


I CITTADINI DI BRESCIA
e provincia superano la media lombarda in quanto a pessimismo verso il futuro, dubbi sulla propria capacità di risparmiare e timore di perdere il posto di lavoro. Un atteggiamento opposto lo hanno adottato, invece, i cugini di casa. I bergamaschi, infatti, secondo l’indagine, vedono il bicchiere mezzo pieno e anche se hanno accusato la crisi sono pronti a ripartire.
Per l’anno che è appena iniziato l’87 per cento delle famiglie bresciane crede che non riuscirà a risparmiare. «Mettere da parte qualcosa» sarà dura, rivelano i bresciani, ma non tutti la pensano nella stessa maniera. La media regionale parla «solo» di un 76 per cento di famiglie che pensano sarà difficoltoso risparmiare qualche soldo per il 2010. Come la maggior parte degli italiani, anche chi vive a Brescia, per far fronte alla crisi, è ricorso ai risparmi accumulati negli anni passati. Molti salvadanai sono andati in frantumi per cercare di «mettere le toppe» la dove la crisi economica ha rosicchiato più del dovuto. Per fare quadrare il bilancio 2009, però, ecco che di nuovo le famiglie bresciane hanno superato il resto della regione. Il 24 per cento delle famiglie residenti nel nostro territorio ha approfittato del denaro messo da parte contro una media lombarda del 18 per cento.
SI VA CON I PIEDI di piombo anche quando si tratta di fare previsioni a breve termine. Il 24 per cento dei bresciani pensa che ci sarà un peggioramento delle condizoni economiche della propria famiglia nel corso del 2010. Non altrettanto pessimiste le famiglie della Lombardia con una media del 21 per cento. Nonostante gli studiosi siano concordi sul fatto che il peggio della crisi è passato, le famiglie residenti in provincia di Brescia (il 30 per cento) non sono tranquille e ipotizzano la possibilità che un membro possa perdere quest’anno il posto di lavoro. La media lombarda, invece, si stabilizza su un 23 per cento.
Il questionario telefonico che la camera di commercio di Monza e Brianza ha somministrato a 900 persone che si occupano degli acquisti in casa, ha poi fatto emergere che «anche i ricchi (con figli) piangono». Le difficoltà economiche hanno accresciuto le differenze tra le famiglie italiane: se per quelle benestanti la frenata dei prezzi sembra aver potenziato le loro capacità di spesa e la possibilità di risparmio, le famiglie meno abbienti sono più pessimiste. L’88 per cento delle famiglie benestanti crede in un migliarmento della propria situazione economica per il 2010 contro il 72 per cento delle famiglie con un reddito più basso. Tra i ricchi piangono solo le famiglie con figli: il 25 per cento è riuscita a risparmiare - contro il 50 per cento di single e coppie senza figli - ed il 31 per cento crede di riuscire a farlo nel 2010, contro il 52 per cento di single o coppie senza figli .