|
Bresciaoggi 3 febbraio 2010 di Thomas Bendinelli
IL CASO. Il Partito democratico attacca l’Amministrazione comunale sull’acquisto - a Guidizzolo - di un’area dove trasferire i sinti attualmente in via Orzinuovi
Nel mirino la società utilizzata per acquisire i terreni: secondo Del Bono «è illegittima e opera fuori dal controllo del Consiglio»
L’acquisto attraverso la controllata del Comune Brixia Sviluppo di aree edificabili dove trasferire i sinti che al momento sono in via Orzinuovi 108 scatena le ire nei confronti della maggioranza: ma se a Guidizzolo, nel Mantovano, dov’è stata acquistata la prima di queste aree e governano esponenti dello stesso schieramento che governa la Loggia, si urla al tradimento e al «tiro mancino», a Brescia è il Pd a parlare di «dilettanti allo sbaraglio» e «cattiva gestione del denaro pubblico».
Il capogruppo del Pd in Loggia Emilio Del Bono, la questione la mette in questo modo: «Vogliamo sapere quando è stato deciso di acquistare queste aree - afferma Del Bono nella sede dei gruppi consiliari -, su quale mandato del Consiglio comunale e in quale giorno c’è stata una delibera in tal senso, se è vero che Brixia Sviluppo ha assunto impegni economici, se sono stati firmati dei contratti e chi ne risponde». Il Pd torna a incalzare la maggioranza su quella che ritiene una società «nata in modo illegittimo e che continua a operare fuori dal controllo del Consiglio comunale», di cui si riesce a sapere qualcosa solo attraverso i media. Del Bono ricorda che su tale questione in marzo si discuterà al Tar, e che «anche nella stessa maggioranza (Toffoli e Farina del Pdl) ci sono contrarietà a questo modo di operare, espresse ufficialmente nei verbali delle commissioni». Una vicenda, insomma, dai contorni delicati anche sotto il profilo delle responsabilità civili. QUANTO AVVIENE a Guidizzolo - tra interrogazioni parlamentari, trincee e palizzate - è per il Pd la palese conferma che si tratti di un’operazione non concertata. Insomma, Del Bono osserva che dopo «le bufale del patto sulla sicurezza», siamo di fronte «alla seconda Caporetto del vicesindaco Rolfi, che ha cercato di fare un’operazione furbesca a fini politici a spese dei contribuenti bresciani». «È evidente che le amministrazioni locali si metteranno di traverso a questa operazione - afferma Del Bono -: e poi cosa significa un mutuo di 25 anni a persone che non pagavano nemmeno la luce e le utenze in via Orzinuovi?». Fabio Capra, assessore ai Servizi sociali nella precedenti Amministrazione, ha ricordato i contorni della vicenda del campo sinti di via Orzinuovi e in particolare la questione delle tredici casette prefabbricate che sorgono vicino all’area. Costruite per un milione 200mila euro con fondi regionali, le casette avrebbero dovuto rappresentare il percorso di «buon senso» immaginato dal suo assessorato, che avrebbe portato alla chiusura del campo di via Orzinuovi. Sarebbe stata una strada difficile, si sarebbero dovute affrontare lunghe ed estenuanti trattative, ma per Capra, alla fine «magari si sarebbe riusciti a ottenere quanto si è riusciti a fare nell’area di via Borgosatollo, con gli utenti che pagano le bollette e gli affitti, che mandano i figli a scuola». Il che, per l’esponente Pd, «non significa che si sarebbero risolti tutti i problemi», ma sarebbe stato un percorso credibile, «lo stesso che ha fatto in modo che dal 1996 al 2007 i rom abitanti in città siano passati da 1.029 a circa 300». Che cosa ha comportato invece la mancata occupazione delle casette, pronte dal 1° luglio 2008, e il conseguente mantenimento del campo di via Orzinuovi in vista di improbabili acquisti di aree esterne? «117 mila euro di utenze pagati dal Comune da luglio 2008 a ottobre 2009, più qualche altro migliaio di euro in manutenzione», rivela Capra.
|