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Il Consiglio regionale «inceppa» l’iter delle grandi opere Sì del Pirellone alla norma che prevede il blocco d PDF Stampa E-mail

Giornale di Brescia 3 febbraio 2010

A stabilirlo, il nuovo disegno di legge approvato ieri in sede di Consiglio regionale, dove il dibattito ha iniziato il suo corso alle 13 per arrivare infine alla votazione della «delibera degli stop» - che, come la procedura vuole, entrerà in vigore a tutti gli effetti tra dieci giorni a partire da oggi - attorno alle 20. Un confronto lungo e vivace che ha portato a tre conclusioni ormai definite, tutte di grande impatto per Brescia, anche se qualche sfumatura è ancora possibile.
Pgt prorogato al 31 marzo 2011


La prima matassa ad essere stata sbrogliata riguarda i termini ultimi concessi dal Pirellone ai singoli Comuni per la stesura e l’adozione definitiva del nuovo Piano di governo del territorio (Pgt). Dopo il definitivo assestamento del testo legislativo, il Consiglio regionale ha scelto di procedere con un’ulteriore proroga, spostando la data di licenziamento del Piano dal marzo 2010 al marzo 2011. Il che significa che, con l’ufficiale nullaosta al «Collegato 2010», Brescia avrà di fatto un altro anno di tempo per approvare il proprio Pgt.
Varianti a rischio
C’è un «però», lo stesso che punta l’accento sul nodo varianti, da sempre prezioso per tutte quelle amministrazioni che, sulla scia di nuove esigenze sociali e urbanistiche, si trovano a dover modificare o arricchire il disegno della città pensato nel momento di stesura del vecchio Piano regolatore generale, le cui disposizioni rimangono in vigore fino ad una nuova stesura globale.
La contropartita della proroga concessa è racchiusa nella seconda novità introdotta: i Comuni che entro il 31 marzo prossimo - e verosimilmente sarà questo il caso di Brescia, anche se la strada rimane comunque percorribile - non avranno cioè adottato il Pgt, non potranno più assumere procedimenti in variante al vecchio Prg. Una formula, questa, che mette in bilico le sorti della Cittadella dello sport in prima battuta, ma che potrebbe anche riversarsi sull’annunciata Sede unica comunale. «Per i Comuni che entro il 31 marzo 2010 non abbiano adottato il Pgt - si legge infatti all’interno del progetto di legge varato ieri - non potranno trovare applicazione la disciplina transitoria di cui all’articolo 25, relativamente alla parte che prevede l’approvazione di varianti di diversa natura agli strumenti urbanistici comunali».
«Salvi» sociale e sanitario
Cauti i primi commenti in arrivo dalla Loggia, dove l’assessore all’Urbanistica, Paola Vilardi, tiene a precisare: «Prima di esprimermi nei dettagli attendo di leggere con attenzione il testo emendato in tutti i termini utilizzati. Solo poi farò le opportune valutazioni, soprattutto sulla questione dei piani integrati. L’intenzione della Giunta è comunque di adottare il nuovo Pgt entro l’estate».
A fare eccezione alle prescrizioni della norma - oltre ai Comuni interessati dall’Expo - gli interventi di edilizia residenziale pubblica, come pure quelli indicati all’interno dell’emendamento presentato dalla presidente della Commissione ambiente del Pirellone, Margherita Peroni: «È sempre ammessa - si legge nella nota licenziata - l’approvazione delle varianti urbanistiche finalizzate alla realizzazione di opere di interesse pubblico di carattere sanitario, socio sanitario, assistenziale o sociale», anche in assenza di una localizzazione preliminare o di una progettazione esecutiva. «Se non fossimo riusciti a derogare su questa materia - precisa la Peroni - avremmo bloccato le opere di tanti Comuni che, seppur in grado di sostenerne economicamente la realizzazione, non avrebbero potuto costruire strutture di questa importanza e valenza per la popolazione».
Soddisfatto l’assessore regionale al Territorio, Davide Boni, che conclude: «I provvedimenti assunti vogliono dare un monito forte ai Comuni, affinché portino a termine il nuovo Pgt».

Nuri Fatolahzadeh 
Letteralmente in bilico. La Cittadella dello sport nel Parco delle cave di San Polo in primis, ma anche la Sede unica degli uffici comunali agli ex Magazzini Borghetti di via Dalmazia e il nuovo carcere, senza contare che «traballanti» sono pure i vari progetti minori, già programmati dalla Loggia. Tutti disegni, quelli di natura urbanistica soggetti alle cosiddette varianti, che paiono destinati a subire una vera e propria battuta d’arresto d’ufficio.