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Giornale di Brescia 3 febbraio 2010 diPaola Gregorio
La minoranza critica le modalità operative di Brixia Sviluppo cui fa capo l’acquisto dell’area
«Questa vicenda è la seconda Caporetto del vicesindaco Fabio Rolfi dopo quella del patto per Brescia Sicura. È un’operazione fatta a fini politici della quale Palazzo Loggia non verrà a capo perché le Amministrazioni comunali interessate molto probabilmente si metteranno di traverso». Il gruppo consiliare del Pd in Loggia è deciso a dare battaglia sul «caso sinti».
La questione, parecchio dibattuta, è la decisione della Giunta Paroli di spostare fuori dai confini bresciani le famiglie sinti ospitate attualmente nel campo di via Orzinuovi. Un’operazione che fa capo alla controllata Brixia Sviluppo, che nel Mantovano ha già acquistato un’area di mille metri quadrati, mentre una seconda area sarebbe stata individuata a Bigarello. Gli strali dell’opposizione colpiscono in primis l’operato complessivo di Brixia Sviluppo. Il Pd, peraltro, ha già presentato un ricorso al Tar «per eccesso di competenze della controllata comunale». «Riteniamo questa società illegittima - dichiara il capogruppo Emilio Del Bono -. Oltre a muoversi come un’immobiliare per conto del Comune, compie anche atti con ricadute politiche e amministrative. Noi abbiamo già posto la questione. Non è possibile che una società faccia operazioni per conto dell’Amministrazione senza che il Consiglio comunale ne sia informato». Sugli acquisti effettuati da Brixia Sviluppo nel Mantovano, il Pd chiede chiarezza sui dettagli dell’operazione. «Vorremmo sapere quando Brixia Sviluppo ha assunto questa decisione - dice ancora Del Bono - su quale mandato del Consiglio comunale, in quale giorno e con quali delibere. Sono stati assunti impegni economici gravosi, si parla di 600mila euro, a carico però dei contribuenti bresciani». Per il campo di via Orzinuovi dove vivono 17 nuclei familiari autorizzati composti complessivamente da 50 adulti e 34 minori, e tre non autorizzati, ha ricordato il consigliere Fabio Capra «la Giunta Corsini aveva avviato lo stesso percorso intrapreso per il campo nomadi di via Borgosatollo. Abbiamo costruito 13 casette, con il supporto di un finanziamento regionale, per realizzare un campo di emergenza abitativa». «Lo scopo - ha aggiunto Capra - era avviare un cammino di maggiore integrazione di queste famiglie, ovviamente a condizione che ci fosse il rispetto di alcune regole. Comunque le case sarebbero state assegnate per due anni. La Giunta Paroli ha chiesto alla Regione di poter utilizzare le casette per adulti in situazione di disagio e per la sperimentazione di una struttura di accoglienza per minori con provvedimenti penali. Noi abbiamo agito seguendo il buon senso. Mi pare che l’attuale Amministrazione stia procedendo nella direzione contraria».
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