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Pd, dalla parte dei pendolari PDF Stampa E-mail

Giornale di Brescia 29 gennaio 2010 di Elisabetta Nicoli

Volantinaggio ieri in Stazione a sostegno del quotidiano disagio dei viaggiatori Al trasporto ferroviario una parte importante del programma elettorale di Penati


Ogni giorno, 560mila utenti abituali delle ferrovie viaggiano sui treni nella nostra regione: sono il 40 per cento dei pendolari italiani ma non possono contare su un occhio di riguardo e nemmeno su standard accettabili di qualità.
Se il servizio fosse migliore sarebbero sicuramente più numerosi, con beneficio per l’ambiente e per l’aria che respiriamo. Si spende troppo poco, per questa folla di viaggiatori che nonostante ritardi e disservizi continua a privilegiare il mezzo su rotaia: dedicando a loro una Giornata dei pendolari, il Pd ha proposto ieri alcuni dati eloquenti, contenuti nel programma elettorale di Filippo Penati. Soltanto lo 0,54 per cento delle risorse regionali a bilancio va ad integrare il contratto di servizio con le Ferrovie: la Campania che arriva all’1,52 per cento ha visto aumentare del 40 per cento il numero dei passeggeri. La rete lombarda si estende per 1.600 chilometri: il Piemonte ne ha 1.800 per 240mila viaggiatori. La nostra Regione ha imposto a Trenitalia, a fronte di disservizi accertati, penali per poco più di un milione di euro: il Veneto ha chiesto più del triplo. La vita difficile dei viaggiatori è nota, manca una concreta attenzione ai loro problemi che si traduca in investimenti adeguati. Questa la denuncia contenuta nel volantino distribuito ieri nelle stazioni e sulle carrozze.
«Più carrozze meno carrozzoni»
A Brescia, un’autorevole rappresentanza del Pd ha dato voce in stazione al quotidiano disagio dei pendolari. I «loro» binari, il terzo e il quarto su cui passano esclusivamente treni locali e regionali, sono in condizioni di estrema sporcizia e sono stati ieri indicati come un emblema del servizio a due facce: quella degli Eurostar che dal 2008 hanno avuto grande impulso e quella del trasporto a breve e media percorrenza, che è stato messo in ulteriore difficoltà.
Il Pd dedica ai trasporti ferroviari una parte importante del suo programma elettorale, su cui si è soffermato ieri il segretario provinciale Pietro Bisinella. «Più carrozze, meno carrozzoni» è lo slogan scelto per la Giornata, con riferimento alla nuova società per la gestione del trasporto regionale che «nella sostanza non risponde ai bisogni dei pendolari» e sottolineando la necessità di maggiori investimenti, di treni nuovi e più adatti alle esigenze, di biglietti unici per mezzi di trasporto diversi lungo il tragitto casa-lavoro o al luogo di studio, di un ammodernamento delle linee e di stazioni attrezzate, di una Carta dei diritti dei pendolari che fissi obiettivi e standard, da verificare e rispettare.
E lo studente perde l’esame
I ritardi, la soppressione di treni senza preavviso, le carrozze «invivibili», i costi che lievitano, le sale d’aspetto chiuse, le proposte inascoltate: voci che ritornano nelle lamentele abituali dei pendolari. «Sono le scelte della Regione a stabilire il costo del biglietto; il tipo, il numero e la frequenza dei treni in circolazione - ha ricordato ieri il consigliere regionale Arturo Squassina -. Per il cattivo servizio lo studente arriva tardi alle lezioni o agli esami, il lavoratore dipendente deve consumare permessi o ferie, il precario perde il giorno di lavoro. Con i gestori dei treni, la Regione deve far valere il contratto di servizio».
Il segretario cittadino Giorgio De Martin, nell’incontro che ha visto presenti anche il segretario provinciale dei Giovani del Pd, Nicola Del Bono, il consigliere comunale Federico Manzoni e Paolo Pagani della direzione provinciale, ha aggiunto una sottolineatura per il ruolo che il Comune dovrebbe svolgere, a tutela dei diritti di chi viaggia. «Si è promesso un impegno per ridurre i costi a carico dei pendolari bresciani e per migliorare la pulizia della stazione, ma in pratica si è avuto solo un ennesimo spot di propaganda. Il centrodestra che governa in Regione, in Provincia e nel Comune di Brescia avrebbe la possibilità di incidere sulla qualità del servizio, ma non lo fa. Di fatto crescono i costi e diminuisce la qualità», dicono i rappresentanti del Pd facendo notare gli aumenti subiti nella trasformazione degli Intercity in Eurostarcity e le accentuate difficoltà del trasporto locale.