|
Giornale di Brescia 21 gennaio 2010
Ovvero circa il 16% degli studenti
Non spaventa Brescia il tetto del 30% degli stranieri in classe. Dopo la precisazione che il provvedimento si applica solo ai nuovi arrivati e non a quelli nati in Italia, non preoccupa più la scuola bresciana la circolare dell’8 gennaio del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che dall’anno scolastico 2010/2011 introduce il limite del 30% per gli alunni stranieri nelle classi delle scuole italiane.
Gli alunni stranieri a Brescia sono circa 30mila, oltre il 16% della popolazione scolastica provinciale. Nella scuola elementare sono circa il 25%, nella media il 13%, nella superiore l’11%. I dati parlano chiaro. In provincia di Brescia sono soltanto 4 le istituzioni scolastiche che superano il tetto del 30%, e tra queste solo una in misura rilevante. Si tratta del Secondo istituto comprensivo, in via dei Mille dove gli alunni stranieri sono 375 su 642, pari al 58,4%, seguìto a notevole distanza dalla scuola media «Bettinzoli-Pascoli» - con 235 stranieri su 727, pari al 32,3% -, dall’Istituto comprensivo di Prevalle - con 194 stranieri su 610, pari al 31,8% - e dal IV circolo di Brescia, comprendente la scuola dell’infanzia «Chizzolini» e le primarie «Deledda», «Crispi» e «Marcolini» - con 239 stranieri su 793, pari al 30,1%. Sul filo l’Undicesimo circolo, cui fanno riferimento gli asili «Fiumicello», «Mandolossa» e «Passo Gavia» e le elementari «Volta», «Divisione Acqui», «Don Milani» e «Montale», dove gli alunni stranieri sono 286 su 969, pari al 29,5%. Ma anche queste percentuali vanno trattate con cautela, innanzitutto perché danno conto di tutti gli alunni con cittadinanza non italiana, compresi quelli nati in Italia che invece il ministro ha escluso dal provvedimento; e poi perché sono dati complessivi, mentre il limite del 30% riguarda le singole classi. Insomma: sono numeri che dovranno essere rivisti con grande attenzione, individuando gli alunni con difficoltà linguistiche, ovvero gli ultimi arrivati. Brescia si trova in una posizione privilegiata: dal 2006 esiste un accordo tra Usp e Prefettura per cui, quando la Prefettura dà il nulla osta per il ricongiungimento familiare, i minori possono essere immediatamente iscritti a scuola. Un sistema diverso funziona per l’inserimento nella scuola media: i minori in età da Superiori sono indirizzati alla media più vicina al luogo di residenza, cui tocca accoglierli per un orientamento formativo che dura circa 15 giorni. |