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È sempre boom di ragazzi per lo scientifico. PDF Stampa E-mail

Bresciaoggi 31  marzo 2010 di Mimmo Varone

ISCRIZIONI. Gli studenti sono arrivati a quota 12 mila: circa il 40 per cento sceglie i licei. Crescono gli istituti tecnici, in netto calo i professionali. Si fanno spazio i Cfp.
Sui 3.553 che hanno preferito la formazione liceale è stato scelto da circa 1.300. Seguono linguistico (con 660) e scienze umane (513)
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Crescono ancora di quasi 500 unità gli studenti delle superiori bresciane, e arrivano a quota 12 mila. Ma il 40 per cento sceglie i licei. E tra tutti, lo scientifico. Se l’obiettivo della riforma era equilibrare istruzione liceale, tecnica e professionale, per ora ha fallito. I tecnici crescono di un punto rispetto all’anno scorso e si attestano al 39 per cento, le professionali perdono quattro punti e scendono al 20. Guadagnano tre punti pure i Cfp (dal 13.30 al 16.43), resta stazionaria la scuola paritaria con un 5 per cento scarso. E in tutto questo aumentano pure gli studenti stranieri, fino a toccare quota 15 per cento, per lo più concentrati nell’istruzione e nella formazione professionale. È la fotografia che viene dalle iscrizioni on line, che per tutto il mese di marzo hanno dato l’evolversi della situazione in tempo reale, e ieri è stata presentata dalla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Maria Rosa Raimondi.
La riforma Gelmini spariglia le carte e, al momento, sembra prematuro poter valutare le motivazioni delle scelte. Tra le ipotesi che si fanno, c’è che l’istruzione professionale diventata quinquennale (con l’abolizione della qualifica al terzo anno) abbia indotto qualcuno a scegliere i licei o gli istituti tecnici. Se così fosse, non sarebbe il massimo. La stessa Raimondi avverte che «tecnici e professionali anche se hanno la stessa durata non sono uguali, perchè l’approccio dell’istruzione professionale è più applicativo». D’altronde, c’è pure la stranezza che il 20 per cento di studenti orientati verso le professionali ha preferito di gran lunga i percorsi di cinque anni (il 15 per cento), e solo il resto ha scelto i tre anni più uno. Questi ultimi, evidentemente, hanno preferito i Cfp. In ogni caso, i licei la fanno da padroni, e su tutti domina lo scientifico con quasi 1.300 scelte tra i 3.553 che hanno preferito la formazione più alta. Seguono il linguistico con 660 preferenze, il liceo delle scienze umane con 513, lo scientifico-scienze applicate (ex tecnologico) con 448, il classico con 258, e poi l’artistico (231), le scienze umane a indirizzo economico sociale (99). In 53 hanno optato per il nuovissimo liceo musicale e coreutico, che potrà avere due classi nella sede cittadina. Le classi devono avere almeno 27 alunni, ma «se sono parallele e danno stabilità al corso - dice Raimondi - qualche piccola deroga si può fare».
TRA I TECNICI, più amata è la ragioneria, che ora si chiama Amministrazione finanza e marketing. È stata scelta da 1.285 ragazzi su 3.448. Seguono i geometri (costruzioni ambiente e territorio) con 538 scelte, informatica e telecomunicazioni (397), Agraria e Turismo alla pari con 230 preferenze, e poi via via Elettronica ed elettrotecnica, meccanica e meccatronica... Trasporti e logistica, il nuovo indirizzo dell’Itis Castelli, ha ottenuto solo 12 preferenze, e per quest’anno non si farà. »Forse non c’è stato tempo per far conoscere il nuovo indirizzo», dice Raimondi.
I 12 saranno invitati a scegliere altro. E saranno in buona compagnia. Tra l’istruzione professionale di 5 anni, dove dominano enogastronomia e ospitalità alberghiera (536 scelte) e servizi socio-sanitari (316) i 48 che hanno scelto produzioni artigianali non riusciranno a fare due classi. Se poi si passa alla istruzione-formazione professionale (3 anni più uno), i numeri di parecchi indirizzi diventano esigui fino a contarsi sulle dita di una mano, e gli interessati dovranno rifare la scelta. Per trovare un equilibrio ci vorranno almeno un paio d’anni.