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Immigrati, molte deroghe al decreto Gelmini. PDF Stampa E-mail

Bresciaoggi 31 marzo 2010

Ci saranno, ma non per tutti. Le deroghe al tetto del 30 per cento di stranieri nelle classi sono inevitabili. Le scuole bresciane le hanno chieste per un centinaio di classi delle elementari, per alcune dell’infanzia e per 25 delle medie.
In tutto sono circa 130, e la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (Usp) Maria Rosa Raimondi prevede che a molte verranno concesse. In ogni caso, il vero problema stranieri sta nell’iscrizione in corso d’anno dei nuovi immigrati che non parlano una parola d’italiano. E quelli, al di là del tetto richiederanno corsi di alfabetizzazione suppletivi.
Sulla base del decreto Gelmini le scuole hanno censito tutti gli alunni privi di cittadinanza italiana. Che evidentemente sono tanti. Raimondi ha chiesto un’indagine suppletiva per verificare quanti di essi siano nati in Italia, quanti iscritti alla prima elementare abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia, quanti iscritti in prima media sia stati per almeno tre anni alle elementari. A conclusione, la direttrice Usp dice che gli stranieri privi di questi requisiti sono pochi. Perciò, sebbene la decisione sia di competenza del direttore dell’Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio, prevede che le classi in cui è dominante la presenza di stranieri in qualche modo scolarizzati in Italia, otterranno la deroga.
TUTTAVIA ammette che in una mezza dozzina di scuole i piccoli immigrati senza un passato scolastico sono tanti e superano il tetto del 30 per cento. Per questi casi, Colosio ha già detto nei giorni scorsi che non ci sarà deroga. Vuol dire che dovranno migrare in altre scuole. E per ora Raimondi non dice quanti sono. Toccherà all’Ufficio regionale sbrogliare la matassa.
Per quest’anno andrà così. Ma non è neanche detto che gli alunni stranieri con un passato scolastico in Italia capiscano la nostra lingua. Soprattutto se sono piccoli. E per l’anno prossimo Raimondi annuncia un’indagine più approfondita. Senza pretendere test d’italiano, ha in mente di chiedere agli insegnanti un giudizio sulla conoscenza della lingua da parte di ciascun piccolo privo di cittadinanza.
Sarà un modo per vederci più chiaro, ma in ogni caso non eliminerà il problema. Le scuole, dalle elementari alle superiori, ogni anno sono alle prese con l’inserimento di ragazzi appena arrivati dal loro paese. Alle elementari e alle medie gli arrivi improvvisi sono all’ordine del giorno, e Raimondi sottolinea che già adesso, a iscrizioni chiuse, costringono ad aggiornare continuamente i conti. A volte capita che finisca in una classe delle superiori qualcuno del tutto a digiuno della nostra lingua e bisogna far le corse per insegnargli almeno i rudimenti.
Per restare alle superiori, gli stranieri iscritti in prima al momento sono 1.575 contro i 1.406 dell’anno scorso. Tuttavia lo stesso Usp avverte che il dato va preso con “estrema cautela” in quanto appare sottostimato per problemi di segnalazione da parte delle medie. E tutto questo senza contare i nuovi e imprevedibili arrivi.MI.VA