Ferrari e Girelli: «Noi e le nostre battaglie "reali"» PDF Stampa E-mail

Bresciaoggi 31 marzo 2010

Ha quasi sfiorato le 10 mila preferenze e può ben dirsi soddisfatto, ma Gian Antonio Girelli - classe 1962, sindaco a Barghe per una dozzina d’anni, consigliere provinciale fino al 2009, una storia che parte nel cattolicesimo democratico, passa dalla Margherita e arriva fino al Pd - dice che il suo successo personale «è calmierato» dall’esito del voto per il Partito Democratico.
Ha girato in lungo e in largo per settimane, ha preso oltre un migliaio di preferenze in città, mentre le altre sono arrivate da tutta la provincia. «Ho capito quanto sia importante il rapporto con il territorio - spiega -. La destra gode di ampi consensi, ma ci sono tanti insoddisfatti». C’è insomma, per Girelli, la possibilità di intercettare parte di quel voto, cosa che il Pd al momento non riesce a fare. Si tratta però di ripensarsi, di fare «opposizione sui temi reali» che interessano le persone. Messa in battuta, «meno attenzione ai problemi di Berlusconi e più rappresentanza sociale». È questo anche il ruolo che pensa di avere in Consiglio regionale: attenzione ai problemi economici e del lavoro, opportunità che si possono avere per il territorio bresciano (a partire dall’Expo), più peso ai Comuni.
Sono proprio le comunità locali il luogo da cui ripartire per provare a intercettare il voto di destra. «D’altronde - osserva -, quando si mettono in campo proposte credibili, si riesce a vincere anche da queste parti». Il pensiero corre a Venezia e Lecco, dove i candidati di centrodestra - il ministro Brunetta e il viceministro Castelli - sono stati sconfitti. Guardando all’insieme del voto, l’esponente Pd rileva che «il centrosinistra ha messo un argine, ma di sicuro non è un dato esaltante». Ora ci sono tre anni, le elezioni del 2013, per ribaltare il quadro. Bisognerà costruire alleanze, la prima delle quali per Girelli è quella con il paese. «Prima pensiamo a riallacciare un dialogo con alcune aree sociali – afferma -, poi verranno anche quelle fatte di sigle e di partiti».
IL SECONDO degli eletti bresciani del Pd è Gianbattista Ferrari: in tutto 7.431 preferenze, oltre un terzo delle quali nella sola città. La sua è stata una campagna elettorale frutto di un lavoro collettivo. Colpito da un ictus un mese e mezzo fa, Ferrari ha dovuto preoccuparsi di rimettersi in salute, e ancora oggi sta facendo un paio di sedute al giorno per riacquistare la capacità motoria. Quarantanove anni, la sua storia si interseca con i movimenti ambientalisti della Valle di Mompiano e del parco Castelli. Presidente di circoscrizione per dieci anni, dal 2008 Ferrari è consigliere comunale e membro della commissione Urbanistica. Attento al territorio e all’ambiente, in queste settimane tanti amici hanno fatto campagna al posto suo.
Ieri Gianbattista Ferrari li ha ringraziati, così come ha ringraziato i tanti che hanno voluto dargli fiducia. A breve, in Consiglio regionale, porterà i valori della difesa dell’ambiente e del no al consumo di territorio.TH. BEN.