CALENDARIO EVENTI

<<  Settembre 2010  >>
 Lun  Mar  Mer  Gio  Ven  Sab  Dom 
  
   
Gli ambientalisti ai candidati: «Fatti, basta chiacchiere» PDF Stampa E-mail

Bresciaoggi 21 marzo 2010 di Irene Panighetti

IL CONFRONTO. Manifestazione sotto la sede bresciana della Regione in vista delle elezioni del 28 e 29 marzo.
Squassina (Pd) ricorda l’impegno sul tema cave, mentre Baresi (Sel): «Meritate tutto il nostro sostegno» Lascialfari: «Rispettare le promesse».


«I candidati ascoltino bene i cittadini e, se verranno eletti, mantengano le promesse». È diretta Imma Lascialfari, presidentessa del Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, tra le promotrici della manifestazione di ieri sotto la sede bresciana della Regione. «Un momento molto riuscito - valuta alla fine - perché sono presenti i rappresentanti di tutti i comitati provinciali, oltre ad alcuni candidati, dai quali ci aspettiamo fatti, basta chiacchere».
QUESTI ULTIMI ASCOLTANO gli interventi e promettono. Gianna Baresi, per Sinistra Ecologia e Libertà, si dice convinta della «veridicità delle denunce dei comitati che da anni lottano in difesa del loro territorio e che meritano tutto il nostro sostegno». Concorda Andrea Sciotti, 22 anni, candidato per la Federazione della Sinistra, certo «che le tematiche portate oggi all'attenzione sono quelle del futuro». «Questioni che vivo in prima persona - garantisce Silvia Nulli, dell'Italia dei Valori, di Calvagese - dove sono vicina al comitato sorto contro la discarica». Anche Daniele Pigoli, del Movimento 5 stelle, ha partecipato negli scorsi anni alla lotta del comitato salute e ambiente di Ospitaletto ed è proprio questo suo passato a portarlo «ad accogliere l'appello odierno di aderire al patto per l'ambiente. Una delle nostre 5 stelle è proprio l'ambiente e poi il nostro movimento è geneticamente affine a questo dei comitati ambientalisti, perché nasciamo tutti dal basso».
Arturo Squassina, candidato per il Pd, ricorda le azioni in consiglio in difesa del territorio: «In primis il progetto di legge regionale di cui sono il primo firmatario sulle cave, che toglie alla Regione, per darla alle Province e ai Comuni, la facoltà di decidere sulle cave: presentato all'inizio della legislatura non è stato mai discusso per l'ostruzionismo del centrodestra».
All'impianto stereo si alternano tutti i rappresentanti dei comitati, che in comune hanno la consapevolezza di una gestione «disastrosa durante le amministrazioni di Formigoni» spiega Francesco Catalano, tra gli organizzatori: «La presenza di tanti comitati dimostra che 15 anni hanno portato alla devastazione ambientale». Soddisfatti del risultato, i comitati non si fermano e continueranno le lotte sui territori: in tema di privatizzazione dell’acqua, dal 15 aprile si potrà firmare per il referendum che chiede l'abrogazione del decreto Ronchi ma «da subito i Comuni possono fare azioni concrete - spiega Mariano Mazzacani, del comitato acqua di Prevalle -. Inserire nello statuto comunale il principio che l'acqua è un servizio di interesse non economico, come permesso dal trattatati di Lisbona. Poi i Comuni devono costituire un'azienda speciale, tutta pubblica, per la gestione delle risorse idriche».