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Bresciaoggi 19 marzo 2010
Il Pd chiede chiarezza rispetto alle agevolazioni tariffarie per le famiglie numerose vantate dal Comune. «A fronte dei titoloni sui giornali - ha dichiarato il referente per la Commissione servizi alla persona Giuseppe Ungari - ci pare che queste agevolazioni non abbiano una vera ricaduta per i paletti troppo restrittivi che presentano». Secondo Ungari, sulle 500 famiglie numerose presenti a Brescia (l'1,7 per cento del totale) saranno in una ventina a sfruttare la gratuità sui servizi scolastici previsti per il quarto figlio. «Nonostante questa somma sia stata stanziata per essere assegnata senza alcun vincolo - ha continuato -, il Comune autorizza la gratuità solo se gli altri tre figli sono iscritti a una scuola comunale».
QUESTO SIGNIFICA che, se anche uno solo degli altri ragazzi va a una scuola paritaria, la famiglia non può usufruire del benefit. «Si crea una disparità di trattamento che è ormai superata tra scuole comunali e paritarie - ha sottolineato Alberto Martinuz, referente della Commissione per l'istruzione -, soprattutto in una città dove questo tipo di scuole sono la metà esatta. Non si può mettere i genitori di fronte a una scelta che può avere diverse motivazioni: dal tipo di educazione preferita a quella della vicinanza da casa ». Il partito Democratico si chiede se questa restrizione non vanifichi l'efficacia della delibera e chiede i numeri di quanti ne hanno beneficiato e di quanti no. «Si è parlato di 150mila euro stanziati per le famiglie numerose - ha continuato -, ma 106 di questi arrivano dalla Regione». Il Pd affonda anche sui bonus: «S'è fatto tanto clamore anche sui bonus, che invece sono stati incrementati in modo risibile rispetto alla precedente amministrazione - ha sottolineato Ungari -: prima il massimo era circa 600 euro, ora è 700. In un periodo di crisi è poco più che l'adeguamento. Parliamo di circa cento euro annui in più. Considerato che a beneficiarne sono circa 260 famiglie, cosa sono 26mila euro per un Comune come Brescia, dove vengono spesi soldi per altre motivazioni molto meno importanti, come le spese di rappresentanza, oggi sotto la lente, o miss Padania?» Il Pd evidenzia anche r un altro dato inquietante, che non riguarda necessariamente le famiglie numerose, ma che dà un'idea della situazione di crisi economica imperante:«Su 5.287 bambini in età da asilo, ben 611 non sono stati iscritti alla scuola materna - ha continuato Martinuz -, quasi il doppio dello scorso anno scolastico. Per risparmiare dai 70 ai 110 euro al mese una famiglia rinuncia a un'opportunità educativa. Necessità più sentita da chi ha tanti figli e, a fronte di questo cosa facciamo? Mettiamo i paletti alle agevolazioni? ". MI. BO. |