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Bresciaoggi 20 marzo 2010
I DATI DEL CENTRO STUDI AIB. Nonostante i segnali confortanti del quarto trimestre, l’intero esercizio si chiude con un crollo delle vendite all’estero: -31,1% sul 2008. Una brusca frenata condizionata dall’Europa (-34,4%). Male anche l’import (-41,5%). Saldo ancora positivo, ma giù del 12,8%
Il 2010 si è aperto con segnali confortanti (+1% a gennaio su base annua a livello nazionale), ma il 2009 è sicuramente un anno da dimenticare per l’export e, più in generale, per le operazioni con l’estero delle aziende bresciane. Emerge dai dati Istat elaborati dal Centro studi dell’Aib. Nell'ultimo trimestre dell’anno scorso, spiega una nota, l'interscambio della provincia ha registrato un aumento del 12,1% su quello precedente, ma rispetto a dodici mesi prima è sceso del 26,4%.
Considerato l'intero esercizio il calo è del 35,1%. Vediamo in dettaglio. LE ESPORTAZIONI del periodo ottobre-dicembre sono aumentate del 3,3% rispetto a settembre, mentre sono calate del 22% nel confronto con il quarto trimestre 2008. Il dato cumulativo di tutto l'anno, pari a 9.717 milioni di euro, evidenzia una contrazione del 31,1%. Tale variazione risulta meno negativa di quella registrata dalla Lombardia (-41,7%), ma superiore a quella dell'Italia (-28,2%). Sull'andamento provinciale ha influito soprattutto la diminuzione delle vendite nell'Ue (-34,4%), che pesano per il 65% sul totale. Spagna (-42,8%), Regno Unito (-38,8%) e Germania (-36%) sono i Paesi comunitari dove si sono registrati i cali più consistenti. Fuori dell'Ue riduzioni rilevanti delle vendite si sono verificate in Russia (-45,8%) e nel Nord Africa (-34,5%). Per quanto riguarda l'andamento dell'export per settore merceologico, il risultato più negativo ha riguardato gli autoveicoli e altri mezzi di trasporto (-44%), i metalli e prodotti in metallo (-38,7%), le macchine e apparecchi meccanici (-25,8%). Queste tre voci pesano per il 70% sul totale per cui la loro dinamica è risultata decisiva sull'andamento totale. I settori che hanno resistito più alla crisi sono i prodotti alimentari e bevande (-4,4%), la carta e stampa (-11,4%) e gli articoli in pelle e cuoio (-13,1%) che pesano però solo l'1,6% sul totale. NEL QUARTO trimestre 2009 l’import delle imprese bresciane è salito del 12,7% sul precedente, mentre è diminuito del 33,3% su base annua. Le importazioni complessive del 2009 si sono attestate a 5.273 milioni di euro, con una contrazione del 41,5% sul 2008. La variazione negativa è stata di circa mezzo punto percentuale superiore a quella della Lombardia, ma ha superato di ben 12 punti quella nazionale. La voce più consistente dell'import bresciano, rappresentata dai metalli e prodotti in metallo, è diminuita del 54,6%, per effetto anche della forte flessione dei prezzi. Rilevante anche il calo delle importazioni di autoveicoli (-55,6%), macchine e apparecchi meccanici (- 29,3%). Le voci dell'import che sono scese meno sono quelle degli articoli di abbigliamento (-5,2%), degli articoli in pelle e cuoio (-8,3%), della carta e stampa (-11,3%) e dei prodotti alimentari (- 14,6%). La disaggregazione per aree geografiche mostra una riduzione del 42% dell'import dall'Ue (che pesa per il 67,4% sul totale), del 50,7% dagli altri Paesi europei (-65,9% la Russia), del 36,4% dall'Africa e dall'Asia, del 35,6% dagli Usa. L’ANNO SCORSO il saldo attivo fra esportazioni e importazioni si è attestato a 4.444 milioni di euro contro 5.094 milioni dell'anno prima (-12,8%). Tale risultato riflette fondamentalmente la diminuzione della differenza positiva degli autoveicoli e altri mezzi di trasporto (-33,2%), delle macchine e apparecchi meccanici (- 24,8%), dei metalli e prodotti in metallo.R.E. |